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Accessibilità digitale: obblighi e opportunità per le imprese dal 2026

Come adeguare il proprio sito web alle nuove normative e migliorare l’esperienza di tutti gli utenti

Dal giugno 2025, entreranno in vigore in Italia, così come negli altri paesi membri dell’Unione Europea, nuove e più severe normative in materia di accessibilità digitale. Queste disposizioni, derivanti dalla Direttiva Europea 2019/882, nota come European Accessibility Act, mirano a garantire che i siti web, le applicazioni mobili e i servizi digitali siano accessibili a tutte le persone, comprese quelle con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive.

Fino ad oggi, queste regole riguardavano principalmente la Pubblica Amministrazione, ma con questa nuova normativa anche molte imprese private saranno obbligate a rispettare requisiti specifici di accessibilità digitale. Per chi ha attività in Sardegna, soprattutto nei settori del turismo e del commercio locale, adeguarsi non è solo un obbligo normativo, ma anche una concreta opportunità di crescita e inclusione.


Che cosa significa accessibilità digitale?

L’accessibilità digitale si riferisce alla capacità di un sito web o di un’applicazione di essere utilizzati in modo efficace da tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità o disabilità.
Per esempio, un sito accessibile:

  • Può essere navigato anche da chi usa solo la tastiera, senza mouse
  • Presenta testi con contrasto sufficiente per essere leggibili da chi ha problemi di vista
  • Offre descrizioni testuali per immagini, video o elementi grafici, così da essere fruibili anche tramite software di lettura vocale (screen reader)
  • Include sottotitoli o trascrizioni per i contenuti multimediali, utili per persone con problemi uditivi o in contesti rumorosi

Questi requisiti sono definiti a livello internazionale dalle linee guida WCAG 2.1 (Web Content Accessibility Guidelines) e sono adottati come standard europeo.


Chi è obbligato a rispettare le nuove norme?

Dal 2025, oltre agli enti pubblici, sono soggetti a queste regole anche numerosi operatori privati, tra cui:

  • Imprese che forniscono servizi bancari, finanziari o assicurativi online
  • Siti e-commerce e piattaforme di vendita digitale
  • Servizi di prenotazione per turismo, trasporti e ospitalità
  • Software e applicazioni utilizzati dal pubblico generale

In Sardegna, regione dove il turismo rappresenta una risorsa chiave, molti operatori locali – come hotel, agriturismi, ristoranti, negozi di prodotti tipici o guide turistiche – dovranno verificare e adeguare i propri canali digitali per rispettare gli standard di accessibilità.


Perché l’accessibilità è un valore aggiunto oltre che un obbligo

Rendere accessibile il proprio sito web significa innanzitutto rispettare la legge e prevenire possibili sanzioni, ma i vantaggi vanno ben oltre:

  • Aumento del pubblico potenziale: un sito accessibile può essere utilizzato da persone con disabilità, anziani o utenti con connettività limitata, ampliando così la clientela.
  • Migliore esperienza utente per tutti: le soluzioni di accessibilità migliorano la navigazione anche per chi non ha disabilità, come una struttura chiara, testi leggibili e navigazione semplificata.
  • Ottimizzazione SEO: molti criteri di accessibilità coincidono con le best practice SEO. Ad esempio, testi alternativi alle immagini e una struttura semantica corretta migliorano la visibilità sui motori di ricerca.
  • Immagine positiva e inclusiva: dimostrare attenzione all’inclusività rafforza la reputazione dell’impresa, soprattutto in un territorio attento all’ecologia e alla coesione sociale come la Sardegna.

Come verificare se il proprio sito è accessibile

Prima di iniziare le modifiche, è fondamentale effettuare un audit di accessibilità. Questo consiste in un controllo tecnico e di usabilità per identificare:

  • Elementi non compatibili con lettori di schermo o dispositivi di assistenza
  • Problemi di contrasto e leggibilità
  • Errori nella struttura dei contenuti (es. assenza di titoli, link non descrittivi)
  • Funzionalità non disponibili tramite tastiera

Esistono strumenti automatici che possono fornire una prima diagnosi (come WAVE o Axe), ma è importante integrare con test manuali e, se possibile, coinvolgere persone con disabilità reali per valutare l’esperienza utente.


Quali interventi sono richiesti

Per adeguarsi, spesso è necessario intervenire su più fronti:

  • Migliorare il codice HTML e CSS affinché rispetti le norme di semantica e accessibilità
  • Ottimizzare la navigazione, rendendo tutti i contenuti e le funzioni accessibili anche senza mouse
  • Integrare testi alternativi e descrizioni per tutti i contenuti non testuali
  • Verificare che i contenuti multimediali abbiano sottotitoli, trascrizioni o descrizioni audio
  • Garantire che i moduli di contatto, prenotazione o acquisto siano utilizzabili da tutti

Caso pratico: un ristorante a Alghero

Un ristorante di Alghero ha deciso di adeguare il proprio sito per migliorare l’accessibilità:

  • Ha sostituito le immagini non descrittive con testi alternativi chiari
  • Ha modificato i colori per garantire un contrasto sufficiente, utile anche per chi ha daltonismo
  • Ha reso possibile la navigazione completa del menu e della prenotazione tramite tastiera
  • Ha inserito sottotitoli nei video di presentazione dei piatti

Questi interventi hanno portato a un aumento delle prenotazioni online e a recensioni più positive da parte di clienti con esigenze particolari.


Accessibilità ed ecosostenibilità digitale

In Sardegna, l’attenzione all’ambiente è molto forte e l’ecosostenibilità digitale è un tema emergente. Un sito accessibile è spesso anche più leggero e performante, richiedendo meno risorse e riducendo il consumo energetico dei server e dei dispositivi degli utenti.
Questa doppia attenzione – all’accessibilità e alla sostenibilità – rafforza la responsabilità sociale delle imprese e migliora la qualità complessiva del web.


Come iniziare il percorso di adeguamento

  1. Affidarsi a un esperto SEO e accessibilità digitale: un professionista può guidare nella diagnosi e negli interventi necessari.
  2. Formare il team: chi si occupa di aggiornare contenuti e gestire il sito deve conoscere le buone pratiche di accessibilità.
  3. Monitorare e aggiornare: l’accessibilità è un processo continuo, da integrare nella manutenzione ordinaria del sito.
  4. Comunicare il proprio impegno: evidenziare sul sito e nelle comunicazioni aziendali la volontà di garantire l’accessibilità rafforza la trasparenza e la fiducia.

Conclusioni

Le nuove normative sull’accessibilità digitale rappresentano una sfida ma anche un’importante occasione per imprese e professionisti.
Adeguare il proprio sito web non significa solo rispettare la legge, ma offrire un servizio migliore, più inclusivo e sostenibile, in linea con i valori di accoglienza e rispetto tipici della Sardegna.
Un sito accessibile è un sito più competitivo, visibile e apprezzato da un pubblico più vasto.

Per le aziende sarde che puntano sul turismo e sulla vendita di prodotti locali, investire nell’accessibilità digitale è quindi una strategia vincente per il presente e il futuro.

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